12 Giugno 2006

...


 
04 Aprile 2006

Il 9 Aprile

 
22 Marzo 2006

Poverino......Albertini






Da "Il Manifesto" del 21/03/2006

La «vera» lapide a Pinelli tornerà al suo posto
Albertini provoca Pinelli «morto» al posto di «ucciso». Ma gli anarchici giovedì rimetteranno la vecchia scritta in piazza
MANUELA CARTOSIO
MILANO
Gabriele Albertini, autore della provocazione, confessa: «Mi aspetto che venga danneggiata, divelta, distrutta e che ci sia qualcuno che dica che hanno fatto bene». Nella notte tra venerdì e sabato il sindaco in scadenza ha fatto sostituire la lapide che dal 1978 ricordava in piazza Fontana il ferroviere anarchico Pino Pinelli, diciottesima vittima della strage alla Banca dell'agricoltura. «Ucciso innocente nei locali della Questura», c'era scritto nella lapide firmata da «gli studenti e i democratici milanesi». «Innocente morto tragicamente nei locali della Questura», recita sotto il logo del Comune la nuova lapide, lasciando ai posteri il compito d'immaginare che cosa di tragico ci sia stato in quella morte, avvenuta il 15 dicembre 1969 quando precipitò dal quarto piano. Le aspettative del sindaco più meschino della storia di Milano, «una povera persona» per dirla con Dario Fo, sono andate deluse. Nessuno ha abboccato alla sua provocazione. La nuova lapide non è stata né divelta, né distrutta. Una mano ignota ha attaccato un pezzetto di nastro adesivo sulla parola «morto» e ripristinato la parola «ucciso». Domenica pomeriggio la «pecetta» non c'era più. Giovedì, in compenso, nell'aiuola le lapidi diventeranno due. Gli anarchici del Ponte della Ghisolfa, il circolo in cui militava Pinelli, ricollocheranno una lapide in versione originale. Ieri in consiglio comunale l'opposizione ha chiesto al «rubagalline» Albertini dove ha nascosto la refurtiva notturna. Tutto il centro sinistra ha criticato duramente l'abuso elettoralistico della memoria storica. I consiglieri di Rifondazione si sono presentati in aula con appesi al collo manifesti della vera lapide, c'è stata bagarre e la seduta è stata sospesa per mezz'ora.

La querelle sulla lapide è annosa. E' tornata in auge dopo le benemerenze conferite alla memoria al commissario Luigi Calabresi sia da Ciampi che da Palazzo Marino. Sulla figura di Calabresi, «che sicuramente quel reato non ha commesso», dice Albertini, restava l'ultima «macchia», la lapide appunto. Il sindaco aveva promesso alla vedova Calabresi che l'avrebbe tolta e per pura «coincidenza» la sostituzione è avvenuta in campagna elettorale. Poche ore prima, guarda caso, del presidio dei centri sociali per l'anniversario dell'uccisione di Dax, tenuto sabato sotto San Vittore dove sono detenuti gli arrestati per gli scontri in corso Buenos Aires. Un po' troppe coincidenze, notano i partiti del centro sinistra, che bollano la mossa segreta di Albertini (la giunta ha approvato la sostituzione della lapide a cose fatte) come una provocazione.

Per giustificare la rimozione della vecchia lapide il sindaco fa appello alla «verità processuale» sulla morte di Pinelli. Nel 1975 l'allora giudice istruttore Gerardo D'Ambrosio prosciolse i poliziotti dall'accusa di omicidio, scartò come «non verosimile» il suicidio e avanzò l'ipotesi del «malore attivo». Una sentenza che molti citano senza aver letto, in cui si ricostruiscono le pressioni e le illegalità a cui il ferroviere anarchico fu sottoposto. D'Ambrosio ieri ha dichiarato che la parola ucciso, «se intesa in senso lato», sulla lapide in piazza Fontana non lo scandalizzava: «Se Pinelli non fosse stato torchiato per tre giorni e tre notti, senza avvocato e senza mandato di cattura, quasi senza mangiare, in una stanza di questura trasformata in una camera a gas dalle sigarette, sottoposto a una pressione tremenda basata sul nulla, non sarebbe mai morto».

Pinelli, aggiunge l'ex magistrato candidato per il Ds, «fu di sicuro la vittima innocente di una macchina repressiva messa in moto su indicazioni del governo per indicare negli anarchici i colpevoli». E' a questa verità storica che i milanesi sono affezionati.

 
21 Marzo 2006

El Cosmonauta

El cosmonauta

Quise ser el cosmonauta
Subir muy alto, dejarlo todo
Por un espacio de silencio
Y unos millones de años luz
Y tu recuerdo

Cambiar la noche por el día
Cuando los sueños me persigan
Y no aparezcas tú

Tener mi nave en una estrella
Mirar al cielo cuando llueva
HAY UNA VENTANA AL SUR

Experiencias sexuales imaginarias
Del cosmonsauta en la base del Morón
Experiencia sexuales imaginarias
Del cosmonauta
En la base del Morón


Tener mi nave en una estrella
Mirar al suelo cuando llueva
HAY UNA VENTANA AL SUR

Cambiar la noche por el día
Cuando los sueños me persigan
Y no aparezcas tú…….

ELBICHO

elbicho: "elbicho" - 2003
LOCURA:

LOCURA, LA NOCHE LOCA ESPERA
LA LUZ DE LA MAÑANA
Y ENLOQUECER CON ELLA

QUE TRISTE ESTAN LOS QUE SE FUERON
QUE TRISTE ESTAN LOS QUE PERDIERON
SERE LO QUE YO QUIERA
MI COMPAÑERO LO QUE ME IMPORTA ES LA LOCURA
Y EL VIENTO SE LLEVA EL VIENTO Y EL VIENTO LLEVA…

Y SI MI CORAZON TE DIJERA A TI
LO QUE TE QUIERO YO(BIS),
QUE TU ME QUERRIAS UN POCO MAS.

POR QUE TE TENGO QUE PEDIR LLORANDO
PORQUE YO PIENSO QUE TU ESTAS PENSANDO
PENSANDO QUE A VECES ESTOY LOCO
Y A VECES NO SIENTO LA INMENSA LOCURA
Y EN MIS SUEÑOS TE PIERDO…

Y SI MI CORAZON TE DIJERA A TI………
LO QUE TE QUIERO YO.

LA LOCA, LA LOCURA.
Y SI MI CORAZON HABLARA EL TUYO NO TENDRIA DUDA(BIS)
Y SI MI CORAZON TE DIJERA A TI LO QUE TE QUIERO YO….

Flamenco

Canzone popolare spagnola:

La bien paga

Ná te debo, ná te pio.
Me voy de tu vera, orvíame ya.
Que he pagao con oro tus carnes morenas.
No mardigas paya, que estamos en paz.
No te quiero, no me quieras.
Si to me lo diste, yo ná te pedí.
No me eches en cara que to lo perdiste.
Tambien a tu vera yo to lo perdí.
Bien pagá, si tu eres la bien pagá,
porque tus besos compré.
Y a mí te supiste dar
por un puñao de parné.
Bien pagá, bien pagá.
Bien pagá fuiste mujé.
No te engaño, quiero a otra,
no creas por eso que te traicioné.
No cayó en mis brazos, me dió sólo un beso,
el único beso que yo no pagué.
Na te pio, na me llevo.
Entre esas paredes dejo sepultás
penas y alegrías que te he dao y me diste
y esas joyas que ahora pa otro lucirás.
Bien pagá, si tu eres la bien pagá,
porque tus besos compré.
Y a mí te supiste dar
por un puñao de parné.
Bien pagá, bien pagá.
Bien pagá fuiste mujé.

Neruda

SONETO XII

Plena mujer, manzana carnal, luna caliente,
espeso aroma de algas, lodo y luz machacados,
qué oscura claridad se abre entre tus columnas?
Qué antigua noche el hombre toca con sus sentidos?

Ay, amar es un viaje con agua y con estrellas,
con aire ahogado y bruscas tempestades de harina:
amar es un combate de relámpagos
y dos cuerpos por una sola miel derrotados.

Beso a beso recorro tu pequeño infinito,
tus márgenes, tus ríos, tus pueblos diminutos,
y el fuego genital transformado en delicia

corre por los delgados caminos de la sangre
hasta precipitarse como un clavel nocturno,
hasta ser y no ser sino un rayo en la sombra.

Traduzione:

DONNA COMPLETA

Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?

Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.

Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,
e il fuoco genitale trasformato in delizia

corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra

Pablo Neruda, 1959


POEMA I

Cuerpo de mujer; blancas colinas, muslos blancos,
te pareces al mundo en tu actitud de entrega.
Mi cuerpo de labriego salvaje te socava
y hace saltar el hijo del fondo de la tierra.

Fui solo como un túnel. De mí huían los pájaros
y en mí la noche entraba su invasión poderosa.
Para sobrevivirme te forjé como un arma,
como una flecha en mi arco, como una piedra en mi honda.

Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche ávida y firme.
Ah los vasos del pecho! Ah los ojos de ausencia!
Ah las rosas del pubis! Ah tu voz lenta y triste!

Cuerpo de mujer mía, persistiré en tu gracia.
Mi sed, mi ansia sin límite, mi camino indeciso!
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
y la fatiga sigue, y el dolor infinito.

Traduzione:

Corpo di donna...

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.

Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.

Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.

Pablo Neruda, 1924
 
03 Febbraio 2006

Concorso a Premi



si vince un viaggio indietro nel tempo

il dopo e il prima









 
22 Gennaio 2006

Vallekas mola mazo

Ehi tio si nunca has estado aqui no sabes lo que te has perdido......Vallekas mola mazo.....no me toques los guevos y vete a la mierda pijote del culo......
Se me va la holla o la pinza a estas horas.........
Vallekas MOLA MAZO



Como un rayo

Son las doce ya, esto va a comenzar,
estoy con Supermán, estoy con ¡Los Petas!,
mi equipo está al sudeste de Madrid,
¡¡VALLEKAS Sí!!, me hace feliz.
Vamos Rayito, VALLEKAS está contigo,
y todo Madrid.
Fuerza en VALLEKAS, demuéstrale tu destreza,
a todo el país.
Romario no está, aquí no hay capital,
pero nos da igual, ¡aquí hay calidad!,
y si no te gusta pues te vas, porque chaval,
¡esto es VALLEKAS!.
Vamos Rayito, VALLEKAS está contigo,
y todo Madrid.
Fuerza en VALLEKAS, demuéstrale tu destreza,
a todo el país.
Identifícate quién eres tú, identifícate quién eres tú,
identifícate quién eres tú, identifícate quién eres tú.
Vamos Rayito, VALLEKAS está contigo,
y todo Madrid.
Fuerza en VALLEKAS, demuéstrale tu destreza,
a todo el país

Cannabis

...Y saco un papelillo, me preparo un cirgarrillo
y una china pal canuto de hachís ¡HACHIS!
Saca ya la china, "tron", ¡Venga ya esa china, "tron"
quémame la china "tron", ¡NO HAY CHINAS!
Saco un papelillo....
No hay chinas, no hay chinas hoy.
No hay chinas, no hay chinas hoy.
¡LEGA LEGALIZACIÓN!
CANNABIS de calidad y barato.
¡LEGA LEGALIZACIÓN!
CANNABIS basta de prohibición.
Ni en Chueca, en La Latina, no hay en Tirso de Molina
ni en Vallekas ni siquiera en Chamberí ¡HACHIS!
Yo quiero una china "tron", dame ya esa china "tron"
saca ya la china "tron" ¡NO HAY CHINA!

Sin cortarme un pelo, yo quiero mi caramelo
voy corriendo buscando a mi amigo Alí ¡ALI!
Pásame una china "tron", yo quiero una china "tron"
una posturita "tron"
"No chinas, no chinas hoy"
¡NO CHINAS, NO CHINAS HOY!
¡LEGA LEGALIZACIÓN!
CANNABIS de calidad y barato.
¡LEGA LEGALIZACIÓN!
CANNABIS basta de prohibición.
¡CANNABIS, CANNABIS, CANNABIS!
Lega legalización
Yo te quiero Marihuana.......
¡LEGALIZA, LEGALIZA! ¡LE-GA-LI-ZA-CIÓN!
¡Basta ya de hipocresía! ¡LE-GA-LI-ZA-CIÓN!
¡LE-GA-LI-ZA-CIÓN!
 
17 Gennaio 2006

Catena di Sant'Antonio

ciao.... ti ho aggiunto.... per una catena di santantonio....
devi andare in hp, scrivere 5 cose che ti piacciono fare e poi selezionare altre 5 persone a cui farlo fare

5 cose che mi piace fare:

- Non fare un cazzo
-Fumare
-Bere
-Trombare, ma nn molto potrebbe far male
-Sballarmi
 
15 Gennaio 2006

Io






 
12 Gennaio 2006





 
09 Gennaio 2006

Fiero di essere lucano

POTENZA
BOICOTTA COCA-COLA
SPONSOR DELLA FIACCOLA OLIMPICA...
E DEGLI SQUADRONI DELLA MORTE COLOMBIANI



POTENZA, 30 DICEMBRE 2005

POTENZA, NO TORCIA (REBOC POTENZA)

Il 30.12.2005: Potenza contro Coca-Cola.
Presidio in Piazza Prefettura di Reboc-Potenza. Distribuito Guaranito contro Coca-Cola.

Le Olimpiadi sono da sempre associate alla pace tra i popoli e alla correttezza sportiva. Purtroppo oggi significano solo speculazione e profitti. L’invasività del mercato e la mercificazione toccano ogni aspetto delle nostre vite e anche lo sport. Quello che dovrebbe essere il valore etico-sociale delle olimpiadi viene assoggettato dalle regole selvagge del mercato, sfruttamento e soprusi inclusi. Mentre in Val di Susa uomini e donne protestano contro la devastazione ambientale prodotta dalla Tav, a pochi chilometri di distanza si allestisce una passerella di marchi e sorrisi secondo la logica del profitto, che non risparmia l’ambiente e che è sponsorizzata dalle maggiori e più aggressive multinazionali.
Le Olimpiadi di Torino sono sponsorizzate tra le altre da Coca-Cola e Mc Donald’s che in tutto il mondo si sono distinte per crimini contro i lavoratori, deturpazione ambientale, negazione dei diritti umani, nei paesi più poveri come nel ricco occidente.
La coca-cola, accusata di essere la mandante dell’omicidio di otto sindacalisti in Colombia (oltre gli innumerevoli sequestri e minacce), inquina le falde acquifere come è successo a Plachimada in India, sfrutta il lavoro minorile. Il gruppo bancario S. Paolo IMI trae enormi profitto dal commercio delle armi nelle zone di guerra. La Mc Donald’s, che nel sud del mondo distrugge le foreste pluviali per costruire inquinanti allevamenti intensivi, nel suo folle accumulare sempre maggiori profitti sfrutta i lavoratori con salari bassi e non paga gli straordinari. Inoltre si oppone alla sindacalizzazione e impedisce (con la minaccia di licenziamento) qualsiasi forma di protesta dei lavoratori per il miglioramento delle condizioni di lavoro. L’Adecco, agenzia di lavoro interinale, simbolo del moderno sfruttamento capitalistico, mercifica le persone e le affitta alle imprese impedendo ogni possibile organizzazione dei lavoratori. La Fiat, nonostante i continui finanziamenti dello Stato mette in discussione la stabilità del lavoro di migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori e nel nome della ristrutturazione umilia i territori e le persone.
Esprimiamo solidarietà alle popolazioni della Val di Susa che resistono contro gli affarismi, per il diritto alla salute e che reclamano il diritto di decidere per il proprio futuro.
BOICOTTA COCA COLA BOICOTTA MC DONALD’S BOICOTTA LE BANCHE ARMATE
 
11 Dicembre 2005

Fatmah

MarÒ comme sÌ bella e nun ‘o ssaje
nun saccio bbuono chello ca me faje
amaro È o ddoce ca me fa’ ‘mbriaca’
guardo, sperisco e nun pozzo tucca’ e tu
cammenanno te ne vaje ll’uocchie acalate
ma nun triemme maje si’ na criatura
mmiezo ‘e liune ma dint’ ‘a vita nun
tiene padrune

ah che bella voce ca ll’anima se
squaglia quanno cante ah che bella voce
nun saccio si so’ diavolo o so’ santo
saccio sulo ca quanno te sento sento
dint’ ‘a ll’anema ‘o turmento nun saccio
manco cchiÙ addÒ stongo si ‘mparaviso
o all’inferno

‘a vita mia sta dint’ ‘e mmane toje ‘o
core tuojo dint’ ‘e ccanzone meje cchiÙ
passa ‘o tiempo e cchiÙ ‘o ssaccio ca i’
senza ‘e te nun putesse campa’
‘e stelle nun se ponno tucca’ me aggio
‘mparato ‘e ppuÒ sulo guarda’ e si na
stella canta pe’ ammore rimmane
‘ncielo mille anne e nun more.

Briganti se more

Ammo pusato chitarre e tamburo
pecchè 'sta musica s'adda cagnà.
Simmo briganti e facimm' paura,
e cu 'a scupetta vulimmo cantà.

E mo cantammo 'sta nova canzone,
tutta la gente se l'adda 'mpara.
Nun ce ne fotte d'o re Burbone
ma 'a terra 'a nostra e nun s'adda tucca.

Tutte e paise d'a Basilicata
se so scetati e vonno luttà,
pure 'a Calabria mo s'è arrevotata;
e stu nemico 'o facimmo tremmà.

Chi a visto o lupo e s'è miso paura,
nun sape buono qual'è verità.
O vero lupo ca magna 'e creature,
e 'o piemontese c'avimma caccià.

Femmene belle ca date lu core,
si lu brigante vulite salvà;
nun 'o cercate scurdateve 'o nome;
cai ce fà guerra nun tene pietà.

Omo se nasce, brigante se more,
ma fino all'ultimo avimma sparà.
E se murimmo menate nu fiore
e na bestemmia pe' 'sta libertà.

Sudd!

Sud ind’a stu core sÌ comm’e ‘o sanghe ind’e vvene meje
d’o sud venimmo ‘o sud simmo crisciute ce sta chi ha dato ha dato e chi nunn’ha maje avuto
chello che ammo passato chello nun ce ‘o scurdammo
‘o tenimmo a mmente tutte juorne che campammo
simmo ‘e napule simmo ‘e n’atu munnoaddÒ fernesce ‘o bene e s’accummencia a scava’ ‘o funno
scavalo cchiÙ bbuono scavalo chiÙ mmeglio e po’ ccapisci
pecchÈ stammo mmiezo ‘e mbruoglie
nord e sud a llevante e a punente chi ce cummanna È
sempe stato malamente
francischiello vittorio garibbaldi avota e ggira anno ‘nguaiato a tutte quanti
s’anno spartute terra uommene e denare rre possidenti bbarune e industriali
s’anno spartute terra uommene e denare e nuje ammo fatto
tutte quanti ‘o sanghe amaro
sudd! m’abbrucia a capa m’abbrucia a capa m’abbrucia ‘o fronte
co’ chello che aggio visto mme m’abbrucia ‘o fronte
te voglio fa sape’ chi ha costruito stu paese te voglio fa sape’ chi n’ha pavato ‘e spese
chi È stato deportato pe’ quatto sorde ‘o mese? guagliune siciliani e ccalabresi
famme miseria schifezze malatie chist’È stato ‘o prezzo che ha pavato a terra mia
p’ave’ chestu ppoco ‘e lusso e civiltÀ machine palazze eroina a quantitÀ
mafia ndrangheta sacra corona unita chest’È tutto chello che c’hanno lassato
ddoje facce teneno perÒ nun so’ nemici ‘o deputato e ‘o camorrista ind’o vico
si d’o sud venimmo ‘o sud simmo crisciute ce sta chi ha dato ha dto ije nunn’aggio maje avuto
e chello che ammo passato chello nun ce ‘o scurdammo. sudd!

Lassateme sta’ ma che vulite ‘a me
iatevenne nun ve voglio vede’

lassame sta’ nun me tucca’ lassame sta’ nun me ‘nquita’
chesta È a vita mia e voglio campa’ comme dico io
lassame sta’ famme campa’ lassame sta’ nun me ‘nquita’
chesta È a vita mia e voglio campa’ comme dico io

sienteme a me sienteme a me
si quaccheduno te vo’ vattere tu nun te ‘o tene’
sienteme a me fa’ comme me
aggio vuttato sotto e ‘ngoppo chello ca nun putevo vede’

chello ca tengo nun me ‘o lleva’
si tengo ‘e scelle voglio vula’
sempe cchiÙ fforte luntano ‘a ccÀ
cu ‘a mano ‘o cielo voglio tucca’

Annibale grande generale nero attraversasti le alpi e ne uscisti tutto intero a
quei tempi gli europei non riuscivano a passarle neanche a piedi ma tu
annibale grande generale nero tu le passasti con un mare di elefanti
lo sapete quanto sono grandi grossi e lenti gli elefanti? eppure annibale gli
fece attraversare le alpi con novantamila uomini africani annibale sconfisse i
romani restÒ in italia da padrone per quindici o vent’anni ecco perchÈ molti
italiani hanno la pelle scura ecco perchÈ molti italiani hanno i capelli scuri
ecco perchÈ molti italiani hanno gli occhi scuri un pÒ di sangue di annibale È
rimasto a tutti quanti nelle vene nessuno piÒ dirmi stai dicendo una menzogna
se conosci la tua storia sai da dove viene il colore del sangue che ti scorre
nelle vene durante la guerra pochi afroamericani riempirono l’europa di
bambini neri cosa credete potesserro mai fare in venti anni di dominio militare
novantamila africani in italia meridionale? ecco perchÈ noi siamo figli di
annibale noi siamo tutti quanti figli di annibale la pelle scura capelli neri con gli
occhi scuri meridionali sangue mediterraneosangue di africa africa africa....

...fattallÀ: È la cosa
che viene detta a tutte le persone
che vengono dall’africa e dall’asia qua
a cercare un pÒ di legittima felicitÀ
dopo che la civile europa gli ha devastato i loro paesi di provenienza
l’unica cosa che viene detta È fattallÀ
fattallÀ in napoletano significa... vattene

fattallÀ la’ pecchÈ ccÀ nun ce puo’sta’
fattallÀ lÀ a casa mia nun ce puÒ sta’
spazio vitale identitÀ razziale ccÀ tutte quanti teneno l’orgoglio nazionale
fattallÀ lÀ pecchÈ ccÀ nun ce puÒ sta’
fattallÀ lÀ a casa nun ce puÒ sta’
fattallÀ cho! nun pozzo manco riciata’
razza cultura nascita nazione
so’ addiventate a droga d’a popolazione
fattallÀ la germania dice fattallÀ
fattallÀ la croazia dice fattallÀ
fattallÀ cho! lega lombarda dice fattallÀ
che ce ne fotte si te puzze ‘e fame
si te morono ‘e ccriature
si nun tiene manco ‘e panne

chi tanto e chi niente e chi ‘o ttene no nun t’o vvo’ da’
chi tanto e chi niente e nisciuno no nun t’o vvo’ da’
germania e tedeschi siente d’allucca’
croazia e croati siente d’allucca’
lombardia e lombardi siente d’allucca’
e tutti quanti insieme dice....

fattallÀ lÀ pecchÈ ccÀ nun ce puÒ sta’
fattallÀ lÀ a casa mia nun ce puÒ sta’
fattallÀ cho! nun se po’ manco riciata’
razza cultura nascita nazione
sÒ addiventate a droga d’a popolazione
fattallÀ la germania dice fattallÀ
fattallÀ la croazia dice fattallÀ
fattallÀ cho! lega lombarda dice fattallÀ
che ce ne fotte si te puzze ‘e fame
si te morono ‘e ccriature
si nun tiene manco ‘e panne

diciamolo pure noi fattallÀ
a questo regime in doppio petto
a questo regime fatto di televisioni
e di luci della ribalta
sappiamo bene
con noi non useranno nÈ manganello nÈ olio di ricino...
sicuramente
...hanno delle armi piÙ potenti
cinque televisioni e quattro giornali
dicetecelo pure vuje fattallÀ

fattallÀ fattallÀ chesta È a nova civiltÀ
nun ce sta spazio manco p’a diversitÀ
tutte ‘nzerrate anche a costo di sparare
ind’a stu serraglio monoculturale
nord e sud nord esud simmo tutte quante uguali
pe’ mmezo ‘e stu sistema che ce ha fatto a tutti schiavi
e allora È venuto ‘o mumento e ce ammisca’ costruÌ na societÀ che nun dice
fattallÀ lÀ pecchÈ ccÀ nun ce puÒ sta’ ......spazio vitale ......razza cultura....

chi tanto e chi niente e chi ‘o ttene no nun t’o vvÒ da’
chi tanto e chi niente e nisciuno nun t’o vvÒ da’
e allora dicimmo a gente nui fattallÀ
a tutti i razzisti...fattallÀ
a tutti i leghisti ....fattallÀ
a tutti i naziskin...fattallÀ

fattallÀ fattallÀ fattallÀ

'A livella

Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.

St'anno m'é capitato 'navventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po' facette un'anema e curaggio.

'O fatto è chisto,statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"

'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe' segno,sulamente 'na crucella.

E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura...nnanze 'e cannelotte.

Tutto a 'nu tratto,che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato...dormo,o è fantasia?

Ate che fantasia;era 'o Marchese:
c'o' tubbo,'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'nascopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...
'omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?

Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:"Giovanotto!

Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente"

"Signor Marchese,nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo,obbj'...'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".

"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"

"Famme vedé..-piglia sta violenza...
'A verità,Marché,mme so' scucciato
'e te senti;e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...

Ma chi te cride d'essere...nu ddio?
Ccà dinto,'o vvuo capi,ca simmo eguale?...
...Muorto si'tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato é tale e quale".

"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".

"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"
 
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